PERMESSI DI SOGGIORNO: IL GOVERNO RISPETTI I TERMINI DI LEGGE...ADERITE ANCHE VOI.

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L’APPELLO

Il Fatto Quotidiano ha aderito all’appello lanciato da Shukri Said, portavoce dell'associazione Migrare, rivolto al governo e al ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Riportiamo in seguito il testo che spiega le ragioni della protesta, partita il 13 dicembre con lo sciopero della fame di Gaoussou Ouattarà, membro della Giunta dei Radicali italiani, e proseguito da Shukri Said dal 1° al 20 gennaio (al termine del suo ricovero in clinica) assieme a 503 immigrati: “Chiediamo al governo italiano e al ministro Roberto Maroni di rispettare il termine di 20 giorni fissato nel Testo Unico dell’Immigrazione per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno agli immigrati. Stigmatizziamo il fatto che, attualmente, siano necessari dai sette ai quindici mesi e che la procedura preveda che l’immigrato, nell’attesa, disponga solo di un cedolino che non ha le caratteristiche per essere univocamente riconosciuto come documento sostitutivo del permesso di soggiorno. Segnaliamo che il possesso di quel semplice cedolino è motivo di abusi contro gli immigrati che si vedono ridotti, di fatto, i pur limitati diritti di cui godono in Italia. Sollecitiamo affinché, da subito e come misura d’urgenza, venga modificata la procedura nel senso che l’immigrato possa disporre del permesso di soggiorno, anche durante il periodo del suo rinnovo, mediante l’apposizione di un timbro che ne attesti la validità oltre la scadenza legale e sino alla sua sostituzione con il documento nuovo. Invitiamo al più celere smaltimento dell’arretrato di circa un milione di pratiche nelle mani dello Stato”. Hanno sottoscritto l’appello: Oliviero Beha, Rossana Rossanda, Maura Cossutta, Jean Leonard Touadì, Pino Di Maula, Massimo Orsini, Furio Colombo, Antonio Padellaro, Massimo Bordin, Concita De Gregorio, Cesare Buquicchio, Dino Greco, Gian Antonio Stella e, oltre al Fatto Quotidiano, le testate Terra, Il Manifesto, L'Unità, Radio Radicale, Liberazione.
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